Castori, Jallow ed il “caos organizzato”

Castori allenamento Cesena
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OPERAZIONE IANUS – Il Cesena di Castori ha escogitato un modo originale per mettere in difficoltà le avversarie e esaltare le caratteristiche del suo bomber

Nel folle tardo pomeriggio di venerdì, il Cesena ha messo a segno altri 4 gol (subendone 2), questa volta al malcapitato Pescara, allungando così a 12 la serie di partite nelle quali va a segno consecutivamente. Infatti, l’ultima volta che i bianconeri non hanno gonfiato la rete fu alla sesta giornata, l’ormai lontano 24 settembre, quando in una delle più brutte partite nella storia del calcio il Cesena finì sconfitto 2-0 in casa dall’Ascoli. Da allora, la bellezza di 28 gol realizzati, ovvero l’impressionante media di 2,33 a partita, che hanno portato il Cesena ad essere addirittura la seconda squadra più prolifica del torneo (Empoli 36, Cesena e Perugia 31). Questo il bicchiere mezzo pieno, perché c’è anche il rovescio della medaglia, ovvero i tantissimi gol che nel frattempo i bianconeri hanno incassato, fino a divenire la difesa più perforata di tutto il campionato (Cesena 38, Foggia 37, Pescara 36). Due dati che disegnano una squadra tutt’altro che equilibrata, come invece ci si auspicava con il cambio di guida tecnica, da Camplone a Castori, ma che in questo modo del tutto sregolato ha comunque raccolto tantissimi punti, sufficienti ad uscire finalmente dalla zona rossa della classifica, quella che a fine torneo significherà retrocessione diretta in Lega Pro.

E’ innegabile che con l’arrivo del tecnico marchigiano in panchina ci si attendeva un Cesena iperdifensivo, votato esclusivamente al contenimento ed a qualche sporadica ripartenza. Tuttavia, i risultati certificano il contrario. Una settimana fa, dopo il clamoroso 3-3 in casa del Frosinone, avevo azzardato la conclusione che, poiché non sa difendere, il Cesena vada all’attacco per segnare un gol in più degli avversari (vedi Il nuovo Cesena è ignorante. Come il suo allenatore…), mentre oggi questa teoria, ancorché confermata dai numeri, appare fin troppo semplicistica, perché quello del Cesena appare piuttosto un “caos organizzato”, un modo originale per creare problemi alle squadre avversarie, che non sanno più che contromisure attuare.

L’esempio più eloquente di questa teoria è rappresentato da Lamin Jallow, la personificazione della confusione tecnico-tattica, il giocatore capace di tutto nel bene o nel male, in grado di portare palla al piede per 40 metri e saltare tre uomini, salvo poi inciampare sul pallone proprio sul più bello o sbagliare l’ultimo passaggio. Ciononostante, il gambiano è senza dubbio l’uomo in più del “nuovo” Cesena: un giocatore che aveva realizzato appena 7 gol in 43 presenze da professionista (4 col Cittadella in Lega Pro, 3 col Trapani in serie B), ma che quest’anno, in questo “caos organizzato” che lo esalta, ha già segnato 8 gol in 15 partite, più di uno ogni due gare giocate, più di quanto aveva fatto nelle precedenti 43 partite.

Ovviamente non c’è controprova, prendete la mia teoria per quello che è, una goliardica rilettura di quanto visto in campo, peraltro senza grandi pretese di verità assoluta, anzi. Tanto nel calcio è così, quello che vale oggi, sarà puntualmente smentito domani, senza troppi dispiaceri. Tantopiù che il prossimo banco di prova per la Castori gang si chiama Parma, una squadra molto solida che ha proprio nella difesa il suo punto di forza (la terza del campionato), soprattutto in casa dove è stata perforata solamente 7 volte, nessuna nelle ultime tre gare. Insomma, un’osso davvero duro per i nostri “casinisti”, che dovranno inventarsi l’ennesima follia per provare a far saltare il banco…


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

20 Comments on “Castori, Jallow ed il “caos organizzato””

  1. in effetti con quella socità che definisci “tosta” quella retrocessione non l’ avresti vissuta….per il semplice fatto che la serie A l’avremmo vista col binocolo.

  2. ancora mi scoccia quella retrocessione con che giocatori aveva in CESENA in quel campionato pensando che quello prima FICCADENTI aveva raggiunto la salvezza 3 giornate prima della fine con nessun giocatore che aveva fatto la serie A

  3. Avevamo una soceta’ tosta poi arrivo’ il trio CAMPEDELLI MANCINI MINOTTI quando fecero una soceta’ a san marino CESENA 1960 dove giravano i soldi della soceta’ da li prosciugati i conto correnti come e possibile che nessuno in soceta’ si sia accorto che erano dei BANTITI CIAO

  4. Non puoi marcare a uomo Jallow per il semplice motivo che non puoi sacrificare un poveraccio a correre per tutto il campo col risultato di arrivare sempre in ritardo

  5. Tazio Novelli Direi di SI’. E rileggendo ciò che ho scritto di Fulignati aggiungerei che l’IGNORANZA non è una attività istintiva come può essere il semplice RIFLESSO. E’ una attività complicata da una seire di azioni che l’idividuo deve ncessariamente intraprendere per sortire un qualche effetto. Cioè, Fulignati se l’è proprio andata a CERCARE!!!!! La palla l’ha rincorsa e voluta con tutto s’è stesso. Ha fatto qualcosa che in partenza non aveva alcuna garanzia di riuscita. E non si tratta di follia, si tratta di INCOSCIENZA.

  6. Un grande valore aggiunto al servizio della squadra che lui NON oserebbe mai dire di se stesso. Ma checcifrega, lo diciamo noi per lui!!!!! Siam qua per OSARE e per fare la nostra storia, Parma-Cesena un’altra EMOZIONE!!!!

  7. Eccone un’altra…..l’IGNORANZA è composta da totale originalità proveniente dalla FANTASIA del singolo. Poi mi viene da aggiungere che è un PEZZO singolo, difficilmente riproducibile. Questa ignoranza è sempre più affascinante!!!!!

  8. Tazio Novelli Trattasi, anche quella, di IGNORANZA…..ma mi hai fatto venire in mente che questa benedetta ignoranza DEVE avere anche SUCCESSO. Cioè, deve funzionare e deve portare vantaggi. Grazie!!!!! “…..un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’UMANITA’!!!!!…..”

  9. Un caso di ignoranza l’ho notato anche in Fulignati. Ha parato un pallone che non era parabile. Cioè, è vero che l’ha parato e quindi è, in effetti, parabile, ma di solito quelli son tiri a colpo sicuro che i portieri non si azzardano a parare. Ed è in quel preciso momento che è risultata visibile la SANA ignoranza in Fulignati. Ma cosa gli ha detto il cervello? Come ha osato anche solo concepire che fosse possibile parare l’imparabile? Come gli è venuto in mente di ANTICIPARE i suoi movimenti in direzione di una zona della porta dove comunque sarebbe stato difficile intercettare il pallone? Perchè non ha pensato che tanto sarebbe stato inutile anche solo provare? Perchè ha pensato di poterci riuscire? O forse NON ci ha pensato…..ecco, ci siamo, una prima approssimazione delle caratteristiche dell’ignoranza è che il giocatore non pensa, agisce. A voler essere ancora più fini, direi che non è che non pensa…..cioè, son cose a cui aveva già pensato prima, quindi in quegli istanti vanno solo eseguite. Avrà pensato: ” …..io sono il portiere Fulignati, e un portiere para i palloni, tutti i palloni che può…..”. Perciò Fulignati non ha pensato in quel momento, ha parato. (l’apparizione di IGNORANZA è avvenuta al 9° minuto del secondo tempo della partita _Cesena 4-2 Pescara_).

  10. Simona Buda, non ho neanche finito di scrivere e di mettere a posto il testo, che già mi trovo un tuo “like”. Non è normale. Però puoi rifarti dando il tuo preziosissimo contributo alla definizione dell’indefinibile IGNORANZA. E se ti capita di incrociare Castori estrai pure da lui una sua versione originale. L’ignoranza merita dignità, portiamola alla luce!!!!!

  11. L’ignoranza è tutto. Ovviamente è difficilissimo lasciarla convivere con altre, ugualmente utili e necessarie, caratteristiche della personalità, ma l’IGNORANZA non va mai messa da parte, anzi va lasciata libera di esistere e di esprimersi. A questo proposito vorrei si generasse una sana lettura a vantaggio di tutti che rendesse chiaro il concetto di IGNORANZA. Con esempi concreti del vissuto del Cesena. Chi vuole si cimenti pure, anche le autorevoli PENNE saranno le ben venute.

  12. Insomma, la CAOS-STORY di CASTORI
    Mi hai convinto. E credo che sia qualcosa di più rispetto ad una goliardata. Mi sono fatto persuaso (come direbbe Montalbano) che nel calcio moderno, dove tutto è calcolo e preparazione matematica, quello che spariglia è la fantasia. Una dote così rara che le squadre non sono preparate a organizzare contromisure (che forse non ci sono, se non una marcatura ad uomo per i folli tipo Jallow).

  13. Fortuna CASTORI che riesce a tenere il CESENA in corsa per la salvezza se c’ era CAMPLONE con questo organico eravamo già’ retrocessi prima di partire cuao

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