Castori, la Fiorita ed il festival delle mongolfiere

Fabrizio Castori in Cesena-Cremonese
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OPINIONI DI UN DIVANO – Una squadra da play (off/out) conquista un altro anno “sulla schiena del buratello” con le mongolfiere di Castori…

Ordunque, celebrammo, venerdì sera, osannando giustamente il Castori, il lieto fine di uno dei campionati più sofferti e privi di gioie di tutta la nostra storia (escludiamo ovviamente l’ultima umiliante retrocessione dalla serie A). Resta la soddisfazione per il risultato finale: salvezza, 50 punti, tredicesimo posto, ma non svanisce il ricordo di un patimento durato 9 mesi. Se uno si fosse addormentato alla vigilia di Bari-Cesena e lo avessero risvegliato oggi, potrebbe pensare ad un tranquillo campionato di centroclassifica. E invece…

Playoff o playout?

La tifoseria è spaccata in due, sembra il PD… Quelli che “questa squadra era sì e no da playout” innalzano il mister a miglior allenatore di tutti i tempi, quelli invece che “questa squadra era quasi da playoff” hanno molti dubbi. Io? Mah…io ho visto l’arrivo di Castori come quello della Croce Rossa in trincea dopo Caporetto… Un’allenatore da emergenza, che ha svolto il suo duro lavoro con determinazione ostinata. Diciamo che il gioco del calcio è piuttosto lontano dagli “spettacoli” a cui abbiamo dovuto assistere e su questo non ho nessun dubbio, ma tutti quanti, nessuno escluso, dobbiamo ringraziare un Signore che ha avuto il coraggio di prendere in mano una non-squadra che pareva già destinata caratterialmente e psicologicamente alla retrocessione e ne ha fatto un manipolo di uomini tosti, duri a morire, pronti a qualsiasi battaglia.

Ci si può chiedere…

Poi, ci si può legittimamente chiedere se questa sofferenza cronica, terminata con un filotto positivo, inimmaginabile perfino dagli adoratori del Castori, fosse inevitabile. Si può mettere in discussione la scelta iperdifensivista del mister, che ci ha fruttato comunque 61 gol sul groppone. Ci si può chiedere cosa sarebbe successo se non avessimo abbandonato quasi costantemente lo Jallow o il Moncini di turno là nelle praterie sconfinate del nulla, circondati da nemici assatanati, in attesa di missili terra-aria da catturare, cosa se avessimo saputo supportare un bomber come Cacia  o mettere sempre Laribi in condizione di esprimersi nei pressi dell’area avversaria. La solitudine dei numeri nove… Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Nel calcio, come nella vita, non ci sono controprove.

… ma sappiamo…

Sappiamo però che il nostro mister ha dato tutto quello che ha potuto per questa squadra, ha fatto tutto quello che sa fare, ci ha creduto in ogni istante. Sappiamo che aveva ragione lui quando ha detto che ce la saremmo giocata, nel finale, sul piano fisico. Sappiamo che le squadre e gli allenatori passano, ma resta un pubblico meraviglioso, che meriterebbe la serie A fissa, per decreto.  Sappiamo che, probabilmente, abbiamo vinto un altro anno da passare scivolando “sulla schiena di un buratello” finanziario senza fine e che è ora di dare una svolta al modo di dirigere questa baracca, per non continuare a patire in aeterno. Non chiedete a un divano cosa si deve fare, ma non si può andare avanti con la svendita sistematica del proprio patrimonio di talenti, sempre con l’ansia di non riuscire a far fronte ai pagamenti. Speriamo sia la volta buona!

Le mongolfiere

Sappiamo infine che quando intoniamo Romagna Mia, siamo quindicimila cuori che battono all’unisono e non esistono più castoristi e perplessisti, belgiochisti e filorugbisti e il cielo sopra la Fiorita si riempie di mongolfiere. In realtà non sono mongolfiere, sono i palloni scagliati in avanti dalla difesa verso gli avamposti, ma pazienza! Castorone, hai grandi limiti, certamente, ma anche grandi doti. Da operaio, quale ti definisci, sai far giocare a meraviglia i giocatori operai, ma non apprezzi più di tanto la qualità tecnica, per tua stessa ammissione.  D’altra parte, hai un cuore grande così e l’umiltà e la tenacia di quello che non molla mai. Per questo voglio chiudere non solo riconfermandoti la mia grande stima per l’uomo Castori (di questi tempi incontrare un Uomo è un avvenimento) ma dicendoti anche una cosa chiara, secca e definitiva.
Grazie!


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

9 Comments on “Castori, la Fiorita ed il festival delle mongolfiere”

  1. Certamente. Da grande uomo di spettacolo (una volta l’ho sentito esclamare “per me lo spettacolo è tutto!”) ci ha voluto regalare una stagione “thriller” invece di una sbiadita e noiosa permanenza a metà classifica. Chapeau.

  2. La rubrica “L’ignoranza è tutto!” si conclude con la larga vittoria di Tomasz Kupisz.

    Vero interprete del gioco e della filosofia di Castori. Quello che più di tutti ha meno faticato nell’entrare nell’ottica e nel tanto vituperato atteggiamento di gioco voluto dal mister. Quello che meglio si è speso per applicarlo sul campo. Il vero cursore di sfondamento per il gioco della squadra. Il vero elemento di rottura di ogni equilibrio. L’uomo preso a modello assoluto da Castori e portato sugli altari dell’esempio fin dentro alla squadra. Quello che più di Jallow è stato capace di rompere schemi e l’ordine nelle squadre altrui. Quello che si è preso da solo e con il proprio scoordinato piglio l’unico rigore di una intera stagione. Che ha castigato pure Ciano e gli altri signori della partita dell’andata. E anche quel Renzetti della Cremonese.

    Il giocatore che avrebbe ottenuto il minutaggio più alto se non fosse stato ingiustamente cacciato o sanguinosamente picchiato o non si fosse consumato oltre ogni misura a favore del proprio unico oracolo: il mister. “Dimmi cosa devo fare e io lo faccio” è il suo motto di calciatore. E senza quelle direttive sarebbe nulla. Per lui tutto il resto non esiste. Certo lo ha fatto alla sua maniera. Nella sua ignoranza più vera e sincera. E, nel farlo, ne ha goduto più di tutti. E’ riuscito, rimanendo sè stesso e con i fatti, ad annullare la differenza con i giocatori che gli espertoni considerano “migliori”. Ma va tutto bene così. Anzi, meglio di così non potrebbe. Ciao Tomasz, continuerò a tenerti d’occhio!

    (appena avrò i finanziamenti necessari realizzerò il premio da consegnarti di persona, pensavo ad una palla da calcio logora e mezza sgonfia posta su di un piedistallo, che dici, può andare?)

  3. Grande Wolf, ma non stare troppo sul divano, anzi potresti regalarci un’ultima perla sul salvataggio economico, prima di andare in riva al mare.🏊‍♂️

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