“In campo anima e cuore, gli stessi ingredienti della Curva Mare”

Verso Ascoli-Cesena Curva Mare
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TIFOSI – La vittoria contro la Virtus Entella ha dato entusiasmo ai tifosi del Cesena: oggi conosciamo Anna, appassionata tifosa bianconera che segue la squadra dagli spalti della Curva Mare

Dopo la partita in casa di domenica pomeriggio contro l’Entella,  finalmente si è respirata una boccata d’ ossigeno! Ne avevano bisogno i tifosi che come promesso dalla delegazione di ultras recatasi a Villa Silvia la scorsa settimana hanno risparmiato fischi e hanno dato sostegno alla squadra fin dal primo minuto in campo. Non si poteva sbagliare e fortunatamente non si è sbagliato, anche se la strada verso la salvezza rimane ancora lunga e piena d’ostacoli. Andiamo oggi a conoscere un’entusiasta tifosa e sentiamo cosa ci racconta riguardo la sua passione per il Cavalluccio…

Ciao Anna, grazie per essere qui con noi con la voglia di raccontarci di te e della tua passione per il Cesena. Presentati ai nostri lettori…
Ciao a tutto il “popolo bianconero”! Sono Anna Maria Rossi, ma per gli amici semplicemente Anna. La mia città è Cesena dove vivo e dove lavoro come baby- sitter“.

Quali passioni coltivi?
Le mie passioni?! Sicuramente i bambini e ne ho fatto un lavoro; poi amo leggere e rilassarmi camminando all’aria aperta, sono un tipo positivo e solare, cerco di sorridere sempre anche nei momenti più bui, soprattutto davanti alle difficoltà e a tal proposito la mia passione più grande è proprio quella per il Cesena“.

Quindi deduco che tu stia affrontando questo finale di campionato senza perdere la speranza, soprattutto dopo la partita di domenica…
Eh sì…ovviamente mi dispiace dover vedere questa squadra arrancare così quest’anno, vorrei vedere lottare i giocatori in campo con grinta e passione pari a quella che noi ogni settimana portiamo sugli spalti. Con l’Entella ho visto finalmente però una reazione, mi auguro che non sia un fuoco di paglia ma voglio credere d’ora in poi di poter vedere undici leoni in campo che lottano fino alla fine. Retrocedere vorrebbe dire uscire sconfitti senza aver dato tutto, senza aver dato il massimo, perché comunque non meritiamo la Lega Pro“.

Quando è nata la tua passione per il Cavalluccio?!
Ho Sempre tifato Cesena fin da piccola. Tutta la mia famiglia tifava Cesena. Mio babbo gestiva la trattoria “Da Benito”, dove venivano abitualmente a mangiare i calciatori, lo staff e tutto quanto ruota attorno alla squadra. Quindi fin da bambina vedevo seduti alle nostre tavole tanti volti noti del calcio bianconero. Ricordo con piacere Battisodo, Brignani, il “mio caro capitano” Ceccarelli a cui sono rimasta molto affezionata: grande uomo e grande giocatore. Senza dimenticare però il mio idolo Battista Festa! La mia prima volta fu in occasione della promozione in A nel 1973: che spettacolo…che felicità immensa! Quanto darei per rivede la gioia di un trionfo simile…“.

Un ricordo in bianconero che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Ricordo il corteo di festeggiamenti per la promozione in B nel 1968, ero piccolina e me ne stavo sulle spalle di mio babbo guardandomi attorno entusiasta per il tanto calore e allegria che regnavano per le strade della città!“.

Immagino che la tua passione ti porti allo stadio ogni partita, ma in quale settore?
Scontato…da super tifosa vado in Curva Mare superiore settore B! Urlo, canto e salto…insomma non sto ferma e a fine partita sono sempre senza voce“.

In trasferta riesci ad andare?
Ho fatto tante trasferte e sempre con mio figlio a cui ho trasmesso la malattia per il Cesena . Ho girato l’Italia in lungo e in largo.
La trasferta di Latina per la promozione in A è in assoluto uno dei ricordi più belli che ho! La gioia di tutti noi, il ritorno a Cesena seguendo il pullman dei giocatori e il fermarsi agli autogrill per festeggiare, poi allo stadio di prima mattina per continuare i festeggiamenti: incredibile“.

Un Cesena del passato che hai nel cuore?
Sicuramente  la squadra che ci portò in A con Radice, era una formazione fantastica. Poi ricordo con affetto Zuccheri perché quando veniva a mangiare da noi in trattoria andava sempre in cucina e chiamava affettuosamente “mamma” mia madre che era la cuoca e voleva sempre sapere che cosa c’era di buono da mangiare, si sentiva a casa da noi! Ma su tutti vorrei rivedere in campo nel Cesena con la maglia bianconera il “Conte” De Feudis…un mito per me“.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

 

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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