Bonazzoli: “Occhio alla coralità del Cittadella”

Emiliano Bonazzoli
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INTERVISTA – L’ex bianconero Emiliano Bonazzoli è stato uno degli artefici della salvezza-miracolo targata Cavasin, prima di chiudere la carriera a Cittadella

Cesena e Cittadella, avversarie domani pomeriggio all’Orogel Stadium, hanno caratterizzato gli inizi e la fine della carriera di Emiliano Bonazzoli. Giovanissimo, approdò in Romagna in prestito dal Brescia nel gennaio del 1999 e fu uno degli artefici della memorabile salvezza targata Cavasin. Invece in maglia amaranto del Citta, l’ex attaccante di Brescia, Parma, Reggina, Sampdoria, ha concluso la sua vita agonistica dopo la promozione in serie B, conquistata nel 2016 agli ordini di mister Venturato. Pertanto, chi meglio di lui può presentare l’incontro di domani? Queste le dichiarazioni di Bonazzoli a Cesena Mio.

Ciao Emiliano, qual è il segreto di questo sempre sorprendente Cittadella?
“I veneti possono contare su un’ossatura consolidata che gioca assieme ormai da tempo e, ad ogni stagione, Marchetti e la società sono abili ad aggiungere giovani da valorizzare. Inoltre Venturato ha in gruppo dei leader della vecchia guardia, bravi a far integrare i nuovi arrivati. Infine c’è la serenità di un ambiente senza pressioni che fa il resto”.

Cosa deve temere il Cesena di una squadra micidiale in trasferta?
“Venturato adotta solitamente il 4-3-1-2, con il quale la squadra gioca a memoria: Iori è il fulcro del gioco, Chiaretti, Schenetti, Kouamè sono elementi pericolosi e, anche se nel mercato di gennaio hanno perso Litteri, un elemento importante, hanno la loro forza nel collettivo. Il Cesena deve temere soprattutto la coralità della manovra amaranto”.

Quale sarà il tema tattico della sfida di domani?
“Sia in casa che fuori il Cittadella gioca per imporre il suo gioco, quindi mi aspetto che i bianconeri di Castori si chiudano cercando di concedere pochi varchi agli avversari, per poi fare male con le ripartenze”.

Castori è riuscito a ridare un’identità ai romagnoli…
“Ho affrontato le sue formazioni da avversario: Castori è un tecnico che sa trasmettere il suo spirito battagliero e tiene tutti i giocatori sulle spine. Negli ultimi anni a Carpi ha fatto benissimo ed anche ora si sta ripetendo con buoni risultati”.

In bianconero si sta mettendo in luce il tuo ex compagno Jallow…
“Giocai assieme a lui proprio nel Cittadella due stagioni fa: ai tempi era alla prima vera esperienza in una prima squadra. Lamin ha rapidità ed è micidiale negli spazi, in questo biennio è cresciuto ed ha imparato ad essere più incisivo sottoporta e di questo bisogna dargli atto”.

Giovanissimo, in riva al Savio, sei riuscito ad emergere con Cavasin…
“Esatto, quei sei mesi in bianconero furono fondamentali nella mia carriera, un trampolino di lancio decisivo. Giocai con continuità, contribuendo alla grande cavalcata verso la salvezza”.

Poi nell’agosto 2012 sembrava fatto il tuo ritorno in Romagna, giusto?
“Sì, non rientravo nei piani della Reggina e c’era la possibilità concreta di tornare al Cesena, che si apprestava a disputare il secondo campionato di A: sarei ritornato molto volentieri, ma purtroppo dopo una lunga trattativa non arrivò l’accordo e rimasi così in Calabria”.

Cosa fa attualmente Emiliano Bonazzoli?
“Da dicembre alleno il Thermal Teolo, società veneta di Promozione”.

Nei tuoi piani c’è quindi un futuro da allenatore?
“Sì, mi piacerebbe molto. Per questo nei prossimi mesi andrò a Coverciano a fare il corso per conseguire il patentino Uefa A che permette di allenare tra i professionisti”.


Immagine tratta dal sito  www.reggionelpallone.it

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