Brutto Cesena ad Avellino, tappiamoci il naso e teniamoci il punto

Rigore Moretti in Avellino-Cesena
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CHE BELLO E’ – Il solito rinunciatario Cesena da trasferta conquista un punto ad Avellino (1-1). Succede tutto nel finale, con il pari firmato da Cacia al 96′

Mai dare per morto questo Cesena. Autolesionista, rinunciatario, brutto da vedere e sempre sul punto di crollare. Ma poi capace di ottenere quello che si è prefissato, in un modo o nell’altro, anche con una certa dose di buona sorte… Non fa eccezione la partita di ieri ad Avellino, brutta all’inverosimile, affrontata dai bianconeri con il solo intento di far trascorrere nel modo più indolore possibile i 90 minuti di gioco e portare a casa lo 0-0 ed il relativo punticino. Il punteggio finale di 1-1 suggerisce che non proprio tutto sia andato secondo i piani della vigilia, ma l’effetto finale è il medesimo: la formazione di Fabrizio Castori resta infatti fuori dalla zona rossa della classifica, al di sopra di quella “linea di galleggiamento” che a fine torneo sancirà la sostanziale differenza tra salvezza e retrocessione.

Incassato con soddisfazione il pareggio, bisogna però essere onesti ed ammettere che l’Avellino avrebbe meritato di vincere. Se non altro, nella povertà assoluta di valori tecnici di una partita degna di un modesto campionato di terza serie, i padroni di casa hanno provato a vincerla, andandoci davvero molto vicini. Nel primo tempo c’è stata una sola squadra in campo, quella con la maglia verde, andata due volte molto vicina al gol, prima con Ardemagni che, solo in area, colpisce clamorosamente il palo, poi con la conclusione di Laverone che Fulignati mette in angolo. Il Cesena non è pervenuto e si limita a difendere e a “spazzare” la palla il più lontano possibile dalla propria area. Fortunatamente la pressione irpina cala con l’andare della prima frazione e si va al riposo con il risultato tanto anelato da Castori ed i suoi. La ripresa non cambia la trama del match: Avellino all’attacco per cercare una vittoria che potrebbe persino rilanciarlo in zona playoff ed il Cesena rintanato all’indietro a difesa del fortino. Pronti-via e Fulignati dice no a Migliorini, che di testa va vicino due volte al gol (strepitoso il secondo intervento del portiere bianconero); in mezzo, il primo (ed unico) tiro del Cesena, un fendente di Laribi che non va troppo lontano dal montante della porta di un inoperoso Radu. Così come nel primo tempo, gli uomini di Novellino calano alla distanza, non prima però di aver impensierito ancora un volta Fulignati che si supera anche sull’incornata di Ardemagni.

Con le energie ridotte al lumicino e la porta ancora inviolata, sembra andare in porto il progetto di mister Castori… Ma il finale riserva sorprese. Su uno degli ultimi assalti irpini, Donkor è goffo, ingenuo ed anche sfortunato nel toccare l’ex Falasco che va a terra in area: per il signor Ghersini è calcio di rigore, che Moretti trasforma di potenza tra le proteste bianconere. Sembra finita, l’episodio ha fatto saltare in aria i piani della vigilia ed il Cesena, che non ha mai tirato in porta in 90′, come potrà mai ribaltare la situazione? E invece succede la stessa cosa che accadde a Venezia (ed in parte a Cremona), i bianconeri iniziano a giocare a calcio e ad andare all’attacco solo quando sono con le spalle al muro e non hanno più alternative: allora Moncini si infranse contro la difesa veneziana, ieri invece Cascione, Esposito e Cacia hanno confezionato un clamoroso ed insperato pareggio: minuto 90+5, Cascione scaglia un tiro potente dal limite dell’area che si infrange contro il corpo (ed il braccio) di un difensore, la palla va in calcio d’angolo e sul traversone Esposito prolunga sul secondo palo, dove Cacia fa saltare il banco. Cecchino infallibile, il bomber calabrese tocca due palloni ed uno dei due finisce in fondo al sacco… 134 reti in serie B, ad un solo passo dal record di Stefan Schwoch.

Verrebbe da dire che ieri il Cesena è stato “solo chiacchiere e Cacia“, visto l’atteggiamento rinunciatario al limite dell’imbarazzante nei precedenti 90 minuti. Tuttavia, alla fine ha avuto ragione lui, l’uomo di Tolentino al quale è stato affidato un solo compito, quello salvare il Cesena dalla retrocessione, in qualsiasi modo e con qualunque mezzo. Ecco, non necessariamente deve piacere quello che si ammira (si fa per dire) sul campo di gioco (ed in effetti c’è ben poco di cui andare particolarmente fieri), ma pragmaticamente quello che conta è la classifica alla fine della partita: un tantino avvilente, d’accordo, ma di vitale importanza per il futuro dell’AC. Ci sarebbe poi da capire quanto incida la fortuna, visto che sia contro la Ternana che contro l’Avellino abbiamo visto il Cesena forse peggiore degli ultimi anni, ma “finché la barca va” ci tocca lasciarla andare, sperando che approdi il prima possibile in un porto sicuro, se necessario anche tappandosi naso, occhi ed orecchie…

Che bello è

Tra i bianconeri, due protagonisti assoluti: il portiere Andrea Fulignati, grazie al quale il Cesena è rimasto in fin di vita fino al 90′ ed ha avuto la possibilità di essere rianimato, ed il bomber Daniele Cacia, il cui guizzo a partita finita ha avuto lo stesso l’effetto di un defibrillatore…


Immagine tratta dal sito www.legab.it

About Stefano Manzi

Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Destrosecco. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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2 Comments on “Brutto Cesena ad Avellino, tappiamoci il naso e teniamoci il punto”

  1. Non ho nulla da dire se non che devo continuare a rimanere in attesa con fiducia che Castori concluda i suoi lavori con i ragazzi.

    Io, ingenuo che non sono altro, pensavo che dalla partita di Venezia avremmo visto l’avvio e i segnali della maturazione della squadra di Castori. Invece mi sono miseramente SBAGLIATO. Siamo ancora indietro e diversi giocatori, nonostante l’impegno profuso, non riescono ancora ad interpretare appieno le volontà del mister.

    La squadra di conseguenza procede con il freno a mano tirato per precise disposizioni dall’alto. Il comando “scatenate l’inferno” non sembra sempre disponibile e Castori continua a cercare un equilibrio nella squadra che tarda ad arrivare. Mi sembra che sappia bene cosa sta succedendo e anche lui attende che i suoi insegnamenti settimanali sortiscano l’effetto sperato. Potrebbe però non arriverà mai, perchè gli interpreti, forse, non ne sono all’altezza.

    Però durante questa attesa mi limito ad osservare due questioni fondamentali: 1 – la squadra continua a credere nel mister in maniera totale e compatta, nonostante gli sbandamenti e la pochezza vista in campo nelle ultime 6-7 partite. Questa FEDE è fondamentale per la crescita del gruppo nel medio periodo anche se nel presente dovremo continuare a divertirci POCO e male. La “pazinzia”, valore fondante imposto dalla regia, deve continuare quindi a fare il suo corso ed è stato pienamente accettato dai ragazzi; 2 – nelle ultime due partite abbiamo portato a casa, anzichè un misero punto, che sarebbe stato assolutamente GIUSTO, ben 4 GIGANTESCHI e PESANTISSIMI punti. Questo significa che il “bus de cul” di sacchiana memoria tanto caro al nostro mister, è molto attivo e sta continuando a concedere TEMPO al nostro condottiero per dare spazio agli altri due valori fondamentali “-oc’ e urec’-” che nonostante il lavoro continuo e pressante, tardano ad arrivare.

    Purtroppo, per il nostro mister, non c’è possibilità di operare gestendo l’ignoranza vista nella nostra squadra nelle sue prime partite. Ci metto una pietra sopra e mi aspetto che qualche individualità mi conceda comunque qualche breve e intensa gioia!

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