L’arbitro Pippiretti: espulsioni anche sul divano…

Proteste vs arbitro in Frosinone-Cesena
Invia l'articolo agli amici

OPINIONI DI UN DIVANO – Bisogna prendere provvedimenti seri contro l’arbitro di Frosinone-Cesena: il Divano, inferocito, si sta attrezzando…

Erano molti anni che non mi incazzavo così. Fa ridere, se penso che sono stato confinato sul divano proprio per ragioni cardiocircolatorie… Non fosse bastato quell’arbitro che ci ha fischiato tutto contro e quasi tutto anche a rovescio, anche il Frosinone ha avuto un atteggiamento misto fra il provocatorio e l’impunito. Ricorso al fallo sistematico, gol palesemente irregolari o inventati, un gol regolare annullato al Cesena, proteste reiterate, finzioni teatrali: un comportamento che si tiene solo quando si capisce che si può fare come ci pare, tanto ce le danno tutte vinte… L’arbitro era già tristemente noto alle cronache per la rapina perpetrata ai danni del Pordenone nella semifinale contro il Parma per la promozione in B. In quel caso, mancata espulsione di un giocatore del Parma (clamoroso mani in area) e un rigore chiarissimo negato al Pordenone. Risultato del misfatto: il Parma e l’arbitro allegato promossi dalla Lega Pro alla B. Grandeee! Ma che Mondiali dovremmo fare noi, con un calcio ridotto così? Il mondiale del circo equestre a Montecarlo per la befana, al massimo! Se uno è un somaro, pazienza, ma lo mandi a zappare le ortiche. Invece…

Comunque l’arbitro Pippiretti o come diavolo si chiama è meglio che non si ripresenti ad arbitrare il Cesena, se no (è una minaccia) vengo allo stadio, ovunque sia la partita, a costo di affrontare una trasferta anche invernale (depistando la badante). E quando sarò allo stadio, saranno cavoli tuoi, Pippiretti. Niente violenza diretta, per carità. Ma mi farò accompagnare da una vecchia amica brasiliana laureata in antropologia culturale e specializzata in macumba… Dicono moooolto efficace! Uomo avvisato…

Purtroppo, come effetto collaterale dell’arbitraggio, sono stato espulso dal divano! E pensare che i vicini (compresi quelli delle strade limitrofe) non avevano detto niente dei piccoli urli. Un’ingiustizia! L’arbitro di casa mia, una Pippiretti anche lei, mi ha accompagnato alla porta della sala, indicandomi chiaramente l’uscita. Se non che, proprio in quel momento, si è sentito un boato. Quelli rimasti sul divano saltano e si abbracciano come naufraghi all’arrivo dei soccorsi. Torno indietro, mi incollo anch’io al televisore, mi godo il replay (santo subito, l’inventore del replay) e mi risiedo (per modo di dire). Tutti in piedi sul divano o nei dintorni fino al 95′, fra boati e imprecazioni. L’arbitro di casa si arrende e lascia rassegnato la sala. Il telecronista (amico del Frosinone fin dall’infanzia, probabilmente) conclude dicendo che la partita non è stata arbitrata “particolarmente bene” (Gesù…), ma a noi non ce ne frega più una beata fava. La rapina non è stata completata e questo è il minimo che ci siamo meritati.

Questo punto ne vale 6 o 7 e sicuramente merita la stima imperitura di tutti i tifosi del Cesena per  il Mago C. Fabrizio Castori. Che non solo ha dato un’anima (e che anima!) a undici fantasmini, che non si sospettava proprio ce l’avessero, ma è riuscito nell’impresa (titanica, per chi lo conosce) di non mangiarsi né l’arbitro, né i suoi complici. E dire che gli avrebbero anche riconosciuto le attenuanti… magari lo assolvevano. A Pordenone gli davano la cittadinanza onoraria.

Mister Castori, questa non me la dimenticherò mai. E se anche dovessi scontare una giornata di squalifica dal divano, ne valeva la pena. Cercherò comunque di sruffianarmi il mio arbitro e di evitare la punizione, accompagnando il mio angelo all’Ikea di Santarcangelo. Sarà un vero e proprio incubo prenatalizio, ma per avere l’amnistia un sacrificio bisogna pur farlo.  Il 7-7 di Cesena-Pescara non me lo voglio perdere. E sarebbe stupendo se rimediassi un permesso straordinario per buona condotta e potessi (addirittura) venire allo stadio! Chissà!… Aspettatemi!


Immagine tratta dal sito www.legab.it

Ricerca personalizzata
About Alberto Neri 80 Articles

Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato “deportato” a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.

5 Commenti

  1. Ahaha. Come si capisce dalla drammatica cronaca dei fatti il mis-fatto è stato seguito in diretta ipertensiva. Il tasto ce lo siamo ingoiati nell’agitazione

  2. Voi del divano avete visto cosa avete combinato? Sì, VOI!!!!! Ve lo avevo detto che avrebbe portato malissimo alla squadra saltare con il telecomando direttamente al finale di partita, solo perchè non si è avuto il coraggio di vivere ogni istante di trepidazione, seppur traslata nel tempo, della propria squadra del cuore. Spero abbiate imparato la lezione e che qualcuno abbia TOLTO fisicamente quel tasto da quell’oggetto estremamente potente che vi ritrovate fra le mani!!!!! Incoscientissime MANI!!!!! Di nuovo, VERGOGNA!!!!!

  3. Non commento più perché ho già scritto i miei commenti in diversi post ma condivido il pensiero scritto aggiungo che anch’io ho detto che questo arbitro deve essere radiato dall’albo degli arbitri e questo è il minimo che spero gli succeda

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*